Un amore.

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Mi ero ripromessa di leggere Un amore, dopo aver letto Il deserto dei Tartari.
Un po’ perché è un libro di cui si sente tanto parlare, un po’ perché volevo capire meglio lo stile di Buzzati.

Per quanto riguarda la monotonia ritmica che avevo fatto notare nel primo romanzo, è chiaro che sia un suo tratto distintivo. Il linguaggio è ridondante, ripetitivo, si contorce su se stesso e questo non fa che aumentare il senso generale di angoscia che permea la storia. Buzzati è maestro nell’arte di dotare il testo stesso di emozioni, immagini vivide che conducono il lettore in una totale immedesimazione dei sentimenti.

In Un amore, il protagonista Antonio Dorigo è l’incarnazione dell’uomo medio-borghese, architetto ormai cinquantenne, conosciuto e ammirato per il suo talento, conduce una vita apparentemente dignitosa e abbiente. Dorigo è solito frequentare le prostitute in una casa di appuntamenti gestita da una solare signora emiliana, l’Ermelina, che si preoccupa di soddisfare la clientela di un certo livello con donnine scelte appositamente per non farla sfigurare. Dorigo non sa approcciarsi con le donne, ne ha paura, risulta goffo, impacciato, tanto che non osa nemmeno avvicinarle. Osserva gli altri uomini e la loro facilità nel gestire le relazioni amorose quasi con fastidio, convinto che sia un argomento di cui lui non sarà mai parte. In sostanza non gli è mai successo di innamorarsi, né di andarci vicino. È sempre rimasto ai margini dell’amore, pagando esclusivamente per i piaceri della carne.

Questo finché una mattina di febbraio, in un giorno qualunque, l’Ermelina non gli fa conoscere una nuova prostituta, una ragazzetta acerba e spavalda: la Laide.

Comincia così per Dorigo un’ossessione e una malattia che non gli darà pace. L’amore di cui parla Buzzati, e badate bene, non l’amore, ma un amore, con questo innocuo uso dell’articolo indeterminativo, ha sembianze inusuali, caratteristiche che ne fanno un amore non convenzionale. Si tratta dell’infatuazione di un vecchio per una giovane ragazzina provocante e sessualmente esperta. Non si tratta come in Lolita, di una protagonista minorenne, ma la storia suscita nel lettore conservatore lo stesso scandalo. Quella che all’inizio è solo una relazione tra un uomo e la prostituta diletta, diventa ben presto una storia di ossessione e gelosia, in cui il sesso non riguarda quasi più i protagonisti, se non per il senso di estraneità che Dorigo prova ad immaginarsi la sua Laide con altri uomini.

Sullo sfondo si intravede una Milano fumosa, fredda, sterile, borghese nel senso brutto del termine. Essa diventa trasfigurazione fisica dell’anima della Laide e Dorigo si ritrova a pensare con interesse solo ai quartieri più poveri, casa dell’amata, la Milano nascosta che non può essere raccontata, un mondo parallelo in cui derelitti e poveri si arrangiano alla belle meglio, vendendo tutto quello che hanno, anche il proprio corpo se occorre. E a beneficiarne sono spesso i ricchi che si fanno strada nell’era del boom economico, insensibili e ciechi, con le loro convenzioni e la loro idea di famiglia per bene, tradizionale, da cui le amanti a pagamento sono tenute accuratamente fuori.

Dorigo guarirà da questo amore? Riuscirà ad accettare le bugie e i tradimenti della Laide? Ne comprenderà la natura fino in fondo?

In lei, la Laide, viveva meravigliosamente la città, dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e luci equivoci, all’ombra tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. gwyntowrite ha detto:

    premetto che non ho letto l’articolo intero perchè temevo lo spoiler e forse è per questo che ti rivolgo la domanda seguente… non ho capito se apprezzi Buzzati come autore o meno. ti dico la mia, leggendo il deserto dei tartari l’ ho trovato noioso.. ma giunta alla fine l’ ho capito e d’ improvviso me ne sono innamorata, l’ho riletto tante volte, insomma, una cosa un po’ strana

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  2. Nei miei articoli non ci sono mai spoiler. Puoi leggere tranquillamente 😊
    Riguardo a Buzzati non posso dire che sia il mio autore preferito, ma i suoi libri arricchiscono per la forza di alcune immagini e per l’onestà intellettuale che è sicuramente da ricondurre al contesto degli anni in cui sono stati scritti, perciò credo valga la pena di leggerli.

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